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Extrattività

Intervista di Matteo Agnoletto a Benifei su Radio Babboleo, in seguito all'approvazione del nuovo regolamento dei porti da parte del Parlamento Europeo.
Un regolamento che permette più autonomie alle autorità portuali, più flessibilità e piu attenzione alla salute e alla sicurezza.  

Puoi ascoltare qui l'audio integrale dell'intervista.

I Giovani Democratici di Torino città intervistano Benifei sulle principali questioni di attualità europea.

In queste settimane si è assistito al ripristino in vari Paesi dei controlli alle frontiere, in violazione della lettera e soprattutto dello spirito del Trattato di Schengen. Secondo te, c'è davvero il pericolo di un suo progressivo smantellamento? E il processo di integrazione europea può andare avanti senza la libera circolazione delle persone?

Il ripristino dei controlli alle frontiere è un segnale estremamente preoccupante, anche perché nel vertice svoltosi ad Amsterdam è stata ventilata l'ipotesi di applicare l'articolo 26 del Trattato di Schengen, che prevede l'estensione a due anni della limitazione della libera circolazione nell'ambito dell'Unione Europea. L'abbattimento della frontiere ha costituito un momento fondamentale nella costruzione dell'unità europea. Metterlo in discussione in maniera duratura rappresenterebbe un serio rischio per il processo di integrazione. Per questo, così come ci si è impegnati per la preservazione dell'Euro, occorre mettere in campo ogni sforzo per mantenere in vigore Schengen. Da questo punto di vista la posizione espressa dall'Italia è molto chiara e integralmente condivisibile.

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Articolo di Brando Benifei per la rubrica EurHope sul sito Affaritaliani.it

L'attentato avvenuto a Istanbul martedì 11 gennaio si inserisce in uno scenario internazionale nel quale fatti simili sono diventati tristemente frequenti. Gli avvenimenti di Parigi sono l'esempio di un salto di qualità nelle attività terroristiche che gruppi e individui riconducibili all'ISIS dispiegano fuori dal terreno del conflitto bellico diretto. In questo caso l'attentato avviene in un contesto già estremamente complesso, come quello turco, nel quale vengono a convergere molte delle partite che si stanno svolgendo a livello regionale e globale.
È in gioco la stessa posizione del presidente Erdogan, che, per quanto rafforzata dal risultato elettorale del 1 novembre, appare estremamente complessa, in quanto risultante dall'equilibrio di molti interessi tra loro contrastanti (...)

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Una delegazione di europarlamentari, tra i quali Benifei, i primi giorni dell'anno, è stata in Tunisia e ha incontrato numerosi interlocutori istituzionali, economici e sociali di quel paese.
Si è discusso di ‪sicurezza‬, ‪antiterrorismo‬ e scambi commerciali e, da parte della delegazione ‪socialista, sono state rimarcate varie esigenze, su tutte quella di elezioni libere e leggi che garantiscano la ‪libertà‬ di ‪informazione‬.
La Tunisia rappresenta un caso di successo della Primavera Araba, e va sostenuta, da parte dell'UE nel percorso verso una democrazia solida e compiuta, supportandola anche nelle azioni e nelle politiche di sicurezza che può attivare, considerando che dal rigore dei controlli al confine tra Tunisia e Libia dipende moltissimo la sicurezza nel Mediterraneo e la possibilità di prevenire flussi terroristici verso l'Europa.
Durante la visita è stato anche rilevato come il paese nordafricano debba essere sempre più un partner privilegiato per l'Europa e l'Italia, i cui porti possono trarre grande vantaggio dagli scambi con la Tunisia e da accordi commerciali sempre più ampi.

Articolo di Brando Benifei riguardante le Elezioni Regionali in Francia, pubblicato sulla rubrica EurHope che cura per Affaritaliani.it.

Il risultato dei ballottaggi delle elezioni regionali francesi non può che essere accolto con sollievoda chi ha una prospettiva europeista e progressista. Anche grazie al ritiro di tre candidati socialisti e all'aumento dell'affluenza alle urne, il Front National non è infatti riuscito ad aggiudicarsi nemmeno una regione. Sicuramente per il partito di Marine Le Pen è una battuta d'arresto dopo gli entusiasmi del primo turno.
Ma sarebbe un grave errore anche farsi prendere da entusiasmi opposti e pensare che il ballottaggio cancelli il preoccupantedato politico emerso il 6 dicembre. Allora il Front National si era affermato come il primo partito. Sottovalutare questo fatto cullandosi in una presunta capacità del sistema elettorale francese di sbarrare sempre la strada all'estrema destra sarebbe molto pericoloso (...)

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